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La storia della video arte: Mario Canali, Satori (1993)

Mario Canali si rivolge a conferire una dimensione estetica e mitizzante alle forme di interazione della realtà virtuale, basata su dispositivi immersivi che ricostruiscono artificialmente, nel corpo stesso dei partecipanti, sensazioni fisiche analoghe a quelle prodotte dai sensi, vista, udito,tatto orientamento nello spazio e nel tempo.


Definita da Canali come <<il mondo delle idee-corpo>> , la realtà virtuale è interpretata in quest’opera come un sistema simbolico e matrice di esperienze totalizzanti.

 

Satori è un ” luogo al nemico d’esplorazione” che fa interagire due persone provviste di casco e jolly-stick in uno scenario di materia dinamica, nello spazio e nel tempo di un racconto popolato di suoni , oggetti, luoghi, eventi, metafore. I due protagonisti percorrono le tappe di un tragitto che attraversa lo spazi del tempo del vento e quello della luce , lo spazio dell’amore pioggia è quello dell’obelisco, fino a incontrarsi nello spazio degli uomini , vertice simbolico dell’illuminazione che da’ il titolo all’opera.

 

 

Testi: Silvia Bordini.