Ultima intervista che chiude il ciclo di incontri con gli artisti di Acusmonium Audior durante il Sonic Waves Festival di Milano 2018; la coppia Andreas Weixler/Se Lien-Chuang, un duo che lavora tra computer music e forme audiovisive.

Allora, prima domanda. Sappiamo che vi esibite insieme e insegnate insieme al computer Music Lab presso l’Università Anton Bruckner di Linz. Come è iniziata la vostra collaborazione?

Andreas Weixler: per lungo tempo siamo stati artisti freelance, abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 1996, in realtà attraverso un amico che ci ha invitato a un festival e la sua condizione era che facciamo un pezzo insieme. Lui ha visto che potevamo lavorare insieme, noi non ce ne eravamo accorti prima, poi la nostra collaborazione è stata molto bella e di successo così… da più di 20 anni collaboriamo!

©Karlheinz Essl

Come si lavora in un laboratorio di musica per computer?

Andreas Weixler: l’Università di Bruckner a Linz è stata in grado di ottenere un nuovo campus per la vecchia università, ma a quel tempo lo studio era molto piccolo nel vecchio edificio, così ho visto una grande opportunità come luogo per la computer music in una zona superiore. Anche a Linz, anche se abbiamo l’Ars Electronica Festival, non c’era una sala da concerto per fare musica adeguata computer. Così ho convinto l’Università che avremmo costruito nel nuovo edificio una nuova sala da concerto per computer music con una cupola del suono composto da venti canali full range e un sistema di altoparlanti con quattro sub woofer così come due studi e alcune altre camere. Sembra facile, ma in realtà mi ci sono voluti 12 anni. Ora è veramente buono e di successo. Il campo su cui ci siamo concentrati in relazione ad altre università è speciale in Austria, siamo nel campo della elaborazione in tempo reale per audio e video, ma facciamo anche musica elettroacustica in modo tradizionale.

Cosa ne pensi del rapporto tra il processo artistico di composizione e le nuove tecnologie?

Se Lien-Chuang: Penso che il contenuto artistico o il concetto sia più importante dell’applicazione tecnologica, ma se non si ha tecnologia o qualche conoscenza tecnica per applicare software o hardware per produrre, realizzare e comporre un pezzo, ad un certo punto non si può raggiungere né intensità né risoluzioni per la creazione di musica elettroacustica.

©Andreas Weixler

So che sei un improvvisatrice audio-video, come lavori con questi due elementi (suono e immagine)?

Se Lien-Chuang: nell’interattività audiovisiva uso molti approcci diversi per combinare suoni e immagini sia con fixed media che con live processing. Nei fixed media io stessa produco video e uso audio diversi o di mia composizione. Tutto è basato sul tempo che significa non in tempo reale. Nell’interattività audiovisiva invece mentre Andreas esegue l’elaborazione audio in tempo reale io lavoro in tempo reale con un software video.

Qual è l’importanza del caos nel vostro lavoro?

Andreas Weixler: questa è una buona domanda. Ho dato una lezione circa l’uso virtuoso delle possibilità perché il software che usiamo ha letteralmente 1000 parametri e non è possibile controllare questi con un mouse o un controller MIDI. Io lavoro uso limitando processi casuali per controllare tutti questi parametri, quindi il mio lavoro è su come impostare il limite di qualcosa di casuale. La composizione è pensare che cosa può essere casuale, quali sono i limiti e come è il caso può essere nuovamente controllato? Come si può catturare il pubblico? Da un lato è vero che si crea qualcosa di caotico, ma in fondo il caos ha un tocco universale.

Potreste dirci qualcosa sulle vostre composizioni che abbiamo ascoltato grazie all’Acousmonium Audior a Milano?

Se Lien-Chuang: ho realizzato la mia composizione in uno studio di canale 5,1 in Svezia. Per quanto riguarda il progetto Acusmonium Audior, per me non è solo con la registrazione e la trasformazione dei suoni, ma anche la proiezione del suono per il pubblico nel luogo, e l’esposizione del concetto, ovviamente, di comporre per consentire al pubblico di sperimentare lo spazio. Quindi, in questa situazione c’è anche qualcosa di nuovo per me a causa del sistema di altoparlanti e gli interpreti.
Andreas Weixler: il mio pezzo è realizzato in una “residenza compositore” al TU studio di Berlino. Ho fatto una raccolta di suoni strumentali registrati e anche un suono ambientale delle nostre vacanze in Inghilterra. Abbiamo uno studio in Austria, ma andando fuori è diverso perché ci si può concentrare totalmente. Il pezzo è molto emozionante perché si tratta di un evento di vita tragico che ci ha colpiti, ma non voglio che il pubblico senta questo. Spero di aver trasformato le mie emozioni in modo gradevole. Ci sono molti livelli in questo lavoro artistico, ho registrato strumenti acustici giocando con tecniche estese (come la marimba) e poi ho elaborato questi in piccoli file di suoni, sperimentando con la possibilità di elaborazione audio e spazializzazione. Dopo questo la selezione è fatta con il caos, le decisioni sono fatte da virtuose possibilità. Alla fine ho composto con tutti questi elementi in modo tradizionale al modo di arrangiare una composizione elettroacustica.

©Peter Purgar

We present the last interview made to the artists of Acusmonium Audior during the Sonic Waves Festival, the couple Andreas Weixler/Se Lien-Chuang, a duo that works between computer music and audiovisual forms.

So, first question. We know that you perform together and you teach together at the Computer Music Lab at the Anton Bruckner University of Linz. How your collaboration started?

Andreas Weixler: For long time we were freelancing artists, we start working together in 1996, actually through a friend that invited us to a festival and his condition was that we make a piece together. So he saw that we should work together, we didn’t see that first and our collaboration was very lovely and successful so…since more than 20 years we are doing this!

How do you work in a Computer Music Lab?

Andreas Weixler: The Bruckner University in Linz was able to get a new campus for the old university, but at that the time the studio was very small in the old building, so I saw a great opportunity to let the computer music scene live up. And also in Linz although we have the ars electronica festival, there was no concert hall to make proper computer music. So I convinced the University that we will build in the new building a new computer music concert hall with a sound dome consisting of twenty channel full range loudspeaker system and four sub woofer as well as two studios and some other rooms. It sounds easy but actually it took me 12 years. Now it’s really good and successful. The field that we made it for compared to other universities, is special in Austria, we are in the field of real time processing for audio and video, but we also do electroacoustic music in a traditional way.

What do you think about the relationship between the artistic process of composition and new Technologies?

Se Lien-Chuang: I think the artistic content or concept is more important than the technological application, but if you don’t have technology or some technical knowledge to apply software or hardware for producing, realizing and composing your piece, at some point you cannot reach neither intensities nor resolutions for creating electroacoustic music.

I know that you are an audio-video improviser, how do you work with two elements (sound and image)?
Se Lien-Chuang: in audiovisual interactivity I use many different approaches for combining sound and image either in fixed media or in live processing. In fixed media I myself produce video and use audio either diverse or my composition. It is time-based that means non real-time. In audiovisual interactivity while Andreas does audio realtime processing I do the visual realtime software.

©Gerald Wolf

What’s the importance of chaos in your work?

Andreas Weixler: that’s a good question. I gave a lecture about the use virtuoso chances – because the software that we use has literally 1000 parameters and you cannot control these with a mouse or a Midi controller. I use limited random processes to control all these parameters, so it’s about how to set the limit of random. The composition is more about thinking what can be random and what are the limits and how is the random again controlled? How can you capture the audience? In a way you create something chaotic but in another way chaos has an universal touch.

Could you tell us something about your composition that we listened thanks to Acousmonium Audior in Milan?

Se Lien-Chuang: I’ve realized my composition in a 5.1 channel studio in Sweden. As respects the project Acousmonium Audior, for me it’s not just featuring recording and transformation of sounds but also about the projection of sound for the audience in the place, and the exposure of the obviously concept of composing to let the audience to experience the space. So in this situation there is even something new for me because of the speaker system and the interpreters.
Andreas Weixler: my piece is made in a “composer residence” at the TU Studio in Berlin. I did a collection of recorded instrumental sounds and also an ambient sound of our holidays in England. We have a studio in Austria but going some where else is different because you can concentrate totally. The piece it’s very emotional because it is about a tragic life event that we experienced, but I don’t want that the audience feel that. I hope that I’ve transformed my emotions in a nice way. There are many levels of artistic work, I recorded acoustic instruments played with extended techniques (like marimba) and then I processed these into little sounds files by experimenting with the possibility of audio processing and spatialization. After this the selection is made with chaos, decisions are made by virtuoso chances. In the end I composed with all these elements in a traditional way in the manner of editing an electroacoustic composition.

Abbiamo spesso nominato Dante Tanzi come costruttore dell’Acusmonium Audior insieme a Eraldo Bocca, ma oggi vogliamo chiacchierare con lui come compositore e interprete in occasione della sua partecipazione al festival Licences – Brûlure des langues, nato nel 2000 a Parigi su impulso di Florence Gonot e Alexandre Yterce.

Ecco cosa ci racconta Tanzi su questo innovativo festival d’oltralpe che si svolgerà nelle giornate del 27 e 28 aprile a cui si presenta con l’opera Tea Trip.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parliamo di Licences, cosa caratterizza questo festival? Quali sono secondo te le rassegne più interessanti di musica acusmatica al momento? Potremmo abbozzare una mappatura?

Dante Tanzi: L’arte acusmatica raggruppa le musiche concrete o acusmatiche, le creazioni radiofoniche e i radiodrammi, le opere acusmatiche applicate (per teatro, danza, cinema, video,…), le installazioni sonore realizzate su supporto audio diffuso su altoparlanti (in cui la concezione visiva non stabilisce un rapporto diretto di causa/effetto con il risultato sonoro ascoltato), una certa frangia di musiche dette elettroniche (techno) derivanti da una realizzazione in studio fissata su supporto e consegnata al solo ascolto. Infine, alcune realizzazioni di poesia sonora come quelle che si avvicinano alla creazione radiofonica.

La definizione di “arte ausmatica” di Denis Dufour e Thomas Brando si applica alla perfezione al festival Licences – Brûlure des langues, nato nel 2000 a Parigi su impulso di Florence Gonot e Alexandre Yterce, in seguito anche direttori della rivista-disco omonima Licences (Musiche, Arti, Letterature). In modo analogo alla rivista, creata con l’intento di pubblicare opere che tematizzano l’esistenza di corpi ribelli e la loro voglia di vivere, il festival Licences ha ospitato la musica acusmatica, la fotografia, il cinema sperimentale, la performance e la poesia sonora, ed è in tal modo divenuto uno spazio di resistenza contro l’omologazione culturale. Licences si somma, con la sua specificità, alle più importanti manifestazioni legate all’acusmatica, come il Festival Futura di Crest (Francia), il Festival Espace du Son (Belgio) e Présences Eléctroniques dell’INA-GRM a Parigi. Alexandre Yterce, direttore artistico, è uno dei principali esponenti della musica concreta/acusmatica. Compositore, interprete acusmatico e pittore, Yterce è ideatore delle Dramaphonies, azioni sceniche in cui i testi si accompagnano a creazioni vocali, strumentali e composizioni di musica elettroacustica. Ha inoltre pubblicato Sonopsys, quaderno di musica concreta/acusmatica (libro-disco bilingue) contenente testi critici, interviste e composizioni di maestri come Luc Ferrari, Jacques Lejeune e Francis Dhomont.

Abbiamo seguito il tuo progetto Acusmonium Audior per Sonic Waves, costruito insieme a Eraldo Bocca, qual è la storia dell’Acusmonium di Licences?

DT: La direzione artistica di Licences sceglie volta per volta come allestire il sistema di diffusione in funzione delle proposte artistiche e degli spazi in cui si svolgerà il festival. In alcune delle edizioni a cui ho partecipato a partire dal 2006, l’acusmonium era quello dell’associazione Motus, coorganizzatrice o partner del festival. E’ uno strumento assai sofisticato che ho visto utilizzare per Licences in luoghi diversi:  le ampie architetture del Palais de Tokio, il Lavoir Moderne Parisien (un vecchio hangar trasformato in teatro nel 1980), lo spazio semicircolare della Halle Saint Pierre a Montmartre. Quest’anno, presso Le 100 ECS verrà utilizzato per il festival uno strumento diverso.

La musica acusmatica, forse più di altre branche delle musiche sperimentali, si presta a dialogare con la danza, con il teatro e altre forme performative, cosa ti interessa come compositore di questo scambio e quali sono le tue esperienze di ccollaborazioni?

DT: La musica acusmatica sa entrare in un rapporto intimo con la danza e, in forma più mediata e complessa, anche con il teatro. L’incontro tra l’elemento corporeo e l’elemento sonoro avviene a poco a poco, in un gioco alchemico di riflessioni e di mimetismi: i gesti sonori possono seguire o suggerire i movimenti della danza, e questi, a loro volta, possono anticipare, e in un certo senso evocare i suoni, distillando da essi nuovi significati. Si lavora con la consapevolezza di poter raggiungere una simbiosi, un vero “sentire insieme”. La collaborazione con Marcella Fanzaga ha permesso di dare forma definitiva al suo progetto Crepe tra le ossa, performance di danza butoh che è stata proposta a Milano (Società Umanitaria, Teatro alle Colonne, Fabbrica del Vapore, Cinema Apollo, Teatro dell’Arte), Lodi (Chiesa di San Cristoforo) e Torino (Teatro Espace). Ho collaborato anche con Lorna Lawrie (Compagnie Seuil) per realizzare la sua performance al festival En Chair et En Son presso Le Cube, Illy-les-Moulineaux (Parigi), ottobre 2016, e lo spettaolo Territoire Abîme, andato in scena il 1 e il 2 dicembre 2016 all’Espace Culturel Bertin Poirée (ECBP) di Parigi; ho collaborato con Ambra Bergamasco, danzatrice butoh, proponendo Contemporary Waves per la sua performance nell’ambito dell del Moving Bodies Festival (edizione 2016) al Teatro Espace di Torino, di cui Ambra è direttrice artistica. Maruska Ronchi ha danzato su una mia composizione nel corso dell’edizione italiana del festival En Chair et En Son a Benevento (giugno 2017). Per quanto riguarda il teatro, ho collaborato alla realizzazione delle musiche per lo spettacolo intitolato La Quercia, monologo tratto da Orlando di Virginia Woolf, con Elena Formantici e la regia di Thuline Andreoni, presentato al Teatro Espace di Torino nel 2016.

Nel nostro precedente articolo abbiamo chiesto a Mattia Nuovo e Gabriele Balzano come si ponevano come giovani interpreti all’acusmonium nell’affrontare composizioni altrui e composizioni proprie, qual è il tuo punto di vista come compositore/interprete?

DT: Ho avuto l’opportunità di apprendere i principi e le tecniche dell’interpretazione spazializzata da Jonathan Prager. La prima cosa che ho imparato è che un concerto di acusmonium è una performance a tutti gli effetti; presuppone la conoscenza dello strumento, della disposizione degli altoparlanti e delle traiettorie del suono nello spazio. La preparazione di un concerto esige, oltre all’analisi dei brani, anche l’eventuale realizzazione di partiture di diffusione e richiede diverse sessioni di prova. Come associazione AUDIOR dal 2013 ci siamo impegnati nella diffusione di questa disciplina, organizzando laboratori di spazializzazione del suono presso le scuole di musica e i conservatori. Come compositore preferisco che i miei pezzi vengano eseguiti da altri, perché penso che l’interprete, con una sensibilità diversa dalla mia, possa in qualche modo sorprendermi valorizzando alcuni dettagli, oppure aiutarmi a capire se vi sono imprecisioni o incoerenze in quello che ho fatto.

Puoi raccontarci qualcosa della tua composizione Tea Trip?

Tea Trip parla della memoria, della lontananza. Molti anni fa, trovandomi per alcuni giorni a Salerno, mi è capitato di essere presente alle prove di amici musicisti. Un giorno, mentre eravamo tutti attorno ad un tavolo a bere un the, il cantante del gruppo (originario del Senegal) iniziò a intonare una melodia accompagnandosi con la chitarra, imitando le donne senegalesi, nel loro modo di chiamarsi a vicenda. Alcuni di questi momenti – un misto di di allegria e di nostalgia – sono stati registrati, e si trovano ora dispersi nella composizione. Tea Trip è stata eseguita per la prima volta il 21 agosto 2013 al Festival FUTURA (Crest, Francia) sul grande acusmonium Motus di 100 altoparlanti. Nel 2015 è stata programmata al New York City Electroacoustic Music Festival (NYCEMF). Nel 2016 è stata pubblicata su CD dall’etichetta russa obs, nell’album dal titolo Into Another Space.

Festival Licences XIV http://www.revuelicences.com/

Rivista Licences  http://www.revuelicences.com/licences-0.htm

Sonopsys  http://www.revuelicences.com/sonopsys-1.htm

Dramaphonie I ( Su Antonin Artaud) http://www.revuelicences.com/10-antonin-artaud.htm#presentation

Crepe tra le ossa di e con Marcella Fanzaga.

Independent Theatre Festival. Fabbrica del Vapore, Sala delle Colonne,  25 maggio 2013 Milano. Video integrale https://vimeo.com/69298343

Acusmonium AUDIOR www.audior.eu

TeaTrip https://soundcloud.com/dantetanzi/teatrip